Monetizzazione delle ferie ai precari – Attivata la petizione

Difendiamo il piano triennale delle immissioni in ruolo ha attivato una petizione per il ritorno alla monetizzazione delle ferie non godute. L’invito ovviamente è di firmarlo in massa. Libero Tassella su Professione Insegnante evidenzia appunto la lentezza della raccolta firme, sono circa 2300 i firmatari, pochi, pochissimi, occorre initare quanti più precari a firmarla, ma al contempo allargarla alla società civile.

Noi riportiamo la riflessione di Libero Tassella:

La petizione sulla monetizzazione delle ferie dei precari, promossa da un gruppo di precari, quello di Difendiamo il piano triennale….. , al quale Professione Insegnante ha subito aderito, su invito di Loredana Menale del suddetto gruppo, è arrivata questa mattina, lunedì 27 gennaio, a 2209 firme, cresce lentamente, forse troppo, ma cresce il numero di firmatari, purtroppo non si è avuto al momento l’impegno di molti, mi riferisco ovviamente ai gruppi di precari presenti in rete, ma non solo, a tanti gruppi di discussione di insegnanti che parlano da mese se non da anni della loro condizione e di scuola in genere, e perché no, di sindacati della scuola, quelli di base ad esempio, ma anche altri, che su questa materia, fino all’altro ieri, erano già pronti a fare le barricate e ancora tuonano ma solo a parole nei loro comunicati stampa, mentre si sono piegati alla logica, pur condivisibile, del ricorso, che è comunque politicamente sempre un ripiego, e risolve il caso singolarmente, restituendo il mal tolto. I colleghi precari hanno  recentemente visto in busta paga l’effetto delle disposizioni draconiane per le ferie del 2012/13, si sono trovati in busta paga una miseria, quattro lenticchie, qualche decina di euro; quindi bisogna ritornare alla situazione quo ante per la monetizzazione delle ferie non godute, e per farlo bisogna cambiare una legge, con un intenso impegno della politica, in Parlamento, non certo solo nei tribunali, o nelle piazze Tace e ci stupisce assai chi ha una forza notevole e un seguito su internet e potrebbe farsi portatore di questa petizione che, ripeto, se raccogliesse 20.000 firme, potrebbe essere un significativo viatico per le azioni già presenti in Parlamento e favorire e incentivare altre iniziative che potrebbero venire, anche da parte di forze di maggioranza, penso ad esempio alla nuova segreteria del PD di Renzi. D’accordo, c’è chi è scettico sulle petizioni, sui sondaggi, ma è un modo per far pesare un problema , quantificarlo, renderlo  ancor più visibile nella sua enorme contraddizione, nella sua palese ingiustizia. Ecco perché Professione Insegnante ha appoggiato questa azione da subito e continua a farlo, augurandoci che in tanti lo facciano! Noi ci crediamo!

Qui il link per firmare

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