Le difficoltà degli ITP

In questi mesi si stanno svolgendo i corsi abilitanti per gli insegnanti tecnico pratici. Più volte abbiamo raccolto e pubblicato le lamentele dei colleghi che  denunciato i disagi a causa di un’organizzazione frettolosa dei corsi SIS. Le università, a dire il vero, si sono trovate ad organizzare i corsi per gli ITP, senza, in alcuni casi, sapere quali mansioni svolgesse questa particolare categoria di insegnanti. Se a questo aggiungiamo l’incompetenza dei docenti universitari sulle discipline tecnico pratiche viene fuori un quadro disastroso. I formatori in moltissime università per velocizzare l’avvio dei corsi hanno adottato gli stessi moduli didattici dei docenti laureati in ingegneria causando difficoltà non indifferenti ai docenti diplomati.  Noi come Coordinamento ITP ogni giorno riceviamo centinaia di mail che lamentano le difficoltà dei corsisti. Tra le varie lamentele abbiamo fatto una sintesi raccogliendo quelle più diffuse e che abbiamo riassunto in cinque punti:

 

1)  L’assenza totale del referente del corso che, nominato dall’Università,  dovrebbe assistere nelle difficoltà i corsisti e fare da raccordo con i formatori.

2)   L’organizzazione dei corsi non è stata sicuramente ottimizzata, infatti, la   vicinissima calendarizzazione degli esami non garantisce il tempo necessario per la preparazione (gli esami sono un giorno dietro l’altro e addirittura due esami nello stesso giorno).

3)     Corsi paralleli tenuti nella stessa Università organizzati in maniera diversa,     sia nella  modalità di frequenza che negli stessi contenuti.

4)     L’intensiva frequenza richiesta, causata da un avviamento in ritardo seguita   da una frettolosa organizzazione, che, inevitabilmente, vede l’accavallarsi di impegni di lavoro e di esami. Spesso si  trascura che i corsisti sono lavoratori e pertanto devono adempiere gli impegni che il lavoro richiede (correzione dei compiti, preparazione di verifiche, etc,etc.) 

5)  La non osservanza della legge 143 che  disciplina  l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi, infatti, prevede una frequenza massima di tre giorni settimanali, di cui numero due pomeriggi e l’intera giornata del sabato. Moltissimi corsi richiedono la frequenza settimanale completa con la conseguente difficoltà di riorganizzazione dei concetti illustrati durante il corso e nella stessa preparazione (studio a casa).

 

Il coordinamento ITP si è battuto duramente per l’istituzione dei corsi abilitatati, ma mai avrebbe pensato che le Università si sarebbero fatte trovare assolutamente impreparate al punto da non conoscere neanche la figura degli insegnanti tecnico pratici. Su questo blog, da tempo stiamo raccogliendo e denunciando tutte le difficoltà causate ai corsisti da una cattiva organizzazione seguita dalla poca professionalità di certi formatori, vi preghiamo, per tanto, di continuare a spedire le vostre testimonianze.

 

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