diplomifici

Ci sono poche scuole private che rappresentano l’eccellenza educativa e formativa, ma ce ne sono moltissime altre che hanno il solo scopo di “vendere” titoli, diplomi.  In questa seconda categoria, il rapporto tra docente e discente si trasforma in venditore e cliente. Il fine ultimo è quello di garantire un titolo di studio  a chiunque sia disposto a pagare per ottenerlo.  La logica del mercato è inflessibile, (così sostiene il quotidiano La Sicilia).  . Ora alcuni dirigenti e docenti di vari istituti di Palermo, Caltanissetta e Pietraperzia sono stati arrestati per avere voluto soddisfare fino in fondo un rapporto di reciproca fiducia tra l’allievo cliente e il docente speculatore, naturalmente non in senso filosofico. Innanzitutto l’accesso: si era iscritti direttamente all’ultimo anno mediante un esamino facile facile. Poi non c’era necessità di frequentare e spesso neanche di scomodarsi a sostenere gli esami. Pensavano a tutto professori e dirigenti. Se si presentava l’incomodo delle prove scritte e orali, c’era la copia pronta o una mano caritatevole che risolveva ogni difficoltà. Se, infine, il cliente era proprio carente di fosforo e lo bocciavano, anche ciò non costituiva un problema. Si esponevano, a sua insaputa, numeri positivi e si forniva un falso diploma. Ogni trauma da bocciatura era così evitato. Quanti altri scandali simili avvengono all’interno di istituti privati?

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