Un ITP al congresso nazionale della CGIL

Filippo Rizzo, collega ITP di Udine e appartenente alla CGIL scuola, ha partecipato all’Assemblea promossa dal maggiore sindacato italiano. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della nostra figura all’interno del sistema d’istruzione. Ecco le sue parole:

Ieri il bravissimo collega dell'AFAM ci ha stupito coinvolgendoci in un coro improvvisato e devo dirvi che l'ho invidiato un pochino, perche' con il suo scherzetto e' riuscito a farci capire come tutti noi abbiamo dei talenti.
Anch'io come docente di laboratorio (ITP) avrei voluto stupirvi con qualche esperimento, per dimostrarvi come con le attivita' di laboratorio siamo in grado tutti di capire cose che apparentemente sembrano difficili.
Come dicevo non ho la possibilita' di fare un esperimento, ma posso usare una metafora, un detto di Confucio, che noi docenti di laboratorio usiamo come motto: "Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco".

In questi ultimi anni si e' parlato e riparlato mille volte di problemi legati alla scuola dell'infanzia, all'anticipo, al tempo pieno, alla sparizione di interi blocchi disciplinari dalla scuola media, al diritto-dovere, alla divisione della scuola superiore in percorsi di serie A e di serie B, all'azzeramento degli Istituti Tecnici, al destino incerto di quelli Professionali, alla drastica riduzione delle materie laboratoriali e non  ultimo ai problemi legati al mondo universitario e della ricerca. Il tutto NESSUN coinvolgimento da parte del MIUR nei confronti dei soggetti che avrebbero dovuta applicare la riforma. Infatti ha dato i risultati che ha dato. Tutti hanno dovuto "arrangiarsi" allo scopo di trovare forme e modalita' per discutere di ciò che stava accadendo. Si sono creati coordinamenti, movimenti, sono stati presi d'assalto i news group e i siti internet specifici. Spero che il nuovo governo non faccia lo stesso errore e ascolti tutti i soggetti interessati, che sicuramente possono dare i consigli giusti per non commettere i tanti errori di cui siamo stati testimoni in questi anni.

Comunque, e' certo che:
- Non si può fare una riforma per la riforma.
- Non si può fare una riforma scolastica solo per un mero risparmio economico.
- Non si può fare una riforma senza coinvolgere gli operatori della scuola.
- L'istruzione e' un bene troppo importante per la crescita e lo sviluppo di una nazione, perche' la si possa improvvisare.

Voglio anche sottolineare che alla fine dell'emanazione dei vari decreti attuativi della riforma Moratti, l'unica cosa che emerge (almeno per il secondo ciclo) e' praticamente l'eliminazione dell'istruzione tecnica e il trasferimento alle Regioni dei professionali.

Questo, mi chiedo, e' forse dovuto al fatto che i privati non avrebbero mai potuto competere, se non a fronte di forti investimenti, con l'attuale istruzione tecnica e professionale?

Dopo questa brevissima riflessione non posso non parlare della categoria degli Insegnanti Tecnico Pratici. Categoria fortemente penalizzata dalla riforma Moratti e che rappresento attraverso il Coordinamento Nazionale Docenti di Laboratorio (itp). Voglio chiarire (ancora una volta), che il Coordinamento non e' nato per sostituirsi a alcuno, ma e' nato con la sola finalita' di informare sulle varie iniziative ed essere da stimolo nei confronti dei sindacati, forze politiche, associazioni, a sostegno degli interessi della categoria.
Noi docenti di Laboratorio (itp) siamo stati tra i primi ad allarmarci. Siamo stati tra i primi a comprendere la portata degli stravolgimenti che la Riforma avrebbe prodotto, tra i primi, forse anche perche' abituati al "saper fare", a dare vita a una serie di movimenti e coordinamenti, a cercare tutte le forme di comunicazione e sensibilizzazione per portare avanti un discorso di critica costruttiva e di possibili alternative e soluzioni a questi cambiamenti epocali. Siamo sempre stati attenti a dar voce, a contribuire e ad aderire a tutte quelle iniziative promosse dai sindacati per la tutela della scuola pubblica, di un sistema di istruzione e formazione dignitoso che tenga conto delle esigenze e delle possibilita' di tutti, che miri a offrire a ciascuno ciò di cui ciascuno ha piu' bisogno.

Una categoria, quella dei Docenti di Laboratorio, che nonostante i meriti educativi e didattici riconosciuti, in seguito di errori, anche interpretativi delle leggi, e' stata continuamente vessata. Infatti, continuamente dobbiamo ricorrere all'interpretazione della legge e delle circolari per svolgere il nostro lavoro, per far comprendere il nostro status, per veder riconosciuta la nostra attivita' e il nostro ruolo.

Devo dire che siamo stanchi, ma proprio stanchi...

Questa categoria forte e unita, si aspetta una presa di posizione ferma e decisa da parte di questo sindacato, si aspetta l'impegno della FLC CGIL per la difesa della propria dignita' e del proprio ruolo.

Non vi nascondo cari compagni che sarebbe una forte delusione per gli insegnanti tecnico pratici tutti non avere un riscontro concreto, in particolare da questa forza sindacale in cui ha creduto e crede. Credere che c'e' qualcuno che abbia ancora la voglia di prendersi carico e finalmente risolvere i problemi, che sono poi i problemi di una scuola che sta troppo mirando alla teoria e poco alla salvaguardia delle attivita' pratiche, in particolare per le materie tecniche e scientifiche.

Termino ribadendo con FORZA che questa e' un' occasione e un' opportunita' unica, visto il momento, sia da parte del nostro Sindacato che da parte degli insegnanti di laboratorio.

Opportunita' che non possiamo lasciarci sfuggire in questo momento di grande cambiamento del mondo scolastico e dell'intera societa'

Credo sia arrivato il momento per chiedere a gran voce che questa categoria costituita da circa 40.000 docenti, considerata la sua specificita' e la sua storia, sia rappresentata al meglio e direttamente negli organismi nazionali della FLC Cgil.

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