Gli anticlericali mossi da odio (?) cercano adepti.

In questi tempi dove prevale l’anticlericalismo più sfrenato, si attacca la Chiesa cattolica su tutto, soprattutto su quelle tematiche che in qualche maniera trovano un humus ideale nelle nuove generazioni. Proviamo a smentirne qualcuna:

Sul sesso: La Chiesa non ha mai detto che il sesso è peccato. La Bibbia esalta in modo gioioso quest’atto: pensa all’espressione “e risero insieme” per indicare l’atto sessuale nell’antico testamento. Solo che la sessualità non può essere ridotta a puro e insignificante dato biologico, è una componente fondamentale della personalità, un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di esprimere e di vivere l’amore umano (lo sostengono le scienze umane, altro che Chiesa!). Questa dimensione antropologica della sessualità resta inseparabile da quella filosofica (qui ti rimando al mito riferito da Platone) e teologica (brevemente, l’amore come tensione alla perfezione, come superamento della fisicità). Nel saggio di Wojtyla  “Amore e responsabilità” (1960), si  parla apertamente dell’importanza della sessualità nella vita di coppia, scendendo nei particolari senza tabù su argomenti quali l’eccitazione sessuale o l’insoddisfazione della donna. La forza sessuale è una forza vitale, e come ogni forza del mondo fisico ha bisogno di essere canalizzata , orientata, nella fattispecie affinché contribuisca allo sviluppo psichico, morale e spirituale dell’uomo. (lo stesso Platone consapevole delle difficoltà per le persone ordinarie di cimentarsi con l’istinto sessuale arrivò ad affermare l’utilità di una legge che limitasse l’attività sessuale nell’ambito esclusivo del matrimonio e che la finalizzasse alla procreazione). La vera libertà di un uomo sta nella regola, nella disciplina, e questo è un insegnamento prettamente laico.  

Altro tema utilizzato ad hoc riguarda l’esclusione della donna dall’ordinazione. La risposta è semplicemente che lei non ne ha bisogno, tanto è indiscutibile la sua centralità nella visione cattolica. Leggete queste parole: “Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani(). E’ proprio al genio della donna  che la società è in larga parte debitrice.” Un poeta folle d’amore? No. Il Papa.

Ancora sul celibato dei preti: il prete è chiamato a tendere alla grandezza anche se questa è un peso. Non può desiderare di liberarsene e abbassare la sua vocazione alla “statura” che preferisce. Se  ha scelto essere di sacerdote di rito latino, sa che non deve anteporre al suo Dio alcun rapporto affettivo. Così come il dono totale del suo Cristo giunge fino alla follia della croce, il prete servitore di quel Cristo deve rinunciare al diritto di fondare una propria famiglia, deve sacrificare tutto: o segue lui, o segue il mondo.

Detto ciò. Avendo la presunzione di disputare alla Chiesa i suoi atti, e sottoporli a critica, abbiate anche l’umiltà di dire la vostra, di dottrina,  provate a riscrivere il  principio di autopossesso e autodeterminazione, elaboratela voi una nuova teoria dell’agire morale, provateci ad arzigogolare un’ etica dell’amore umano. E’ facile fare delle affermazioni in aperto contrasto con una teologia secolare senza pagare il prezzo di giustificarle.  Insomma, provate a buttar giù una filosofia della trascendenza della persona nell’agire, una autoteleologia dell’uomo. Provateci voi, eternamente insoddisfatti  per come la dottrina protegge le verità della fede.

Potrebbero interessarti anche...