Confesercenti – Il Natale sarà povero

L’altissimo costo del petrolio, una politica inesistente per sostenere le famiglie e le tante tasse si ripercuoteranno inevitabilmente anche sui consumi. Secondo Confesercenti il Natale che si appresta ad arrivare sotto questo punto di vista sarà molto freddo. La tredicesimo dei lavoratori in larga parte sarà destinata a pagare tasse, bollette e aumento dei carburanti. I settori che ne risentiranno di più – secondo Confesercenti – saranno soprattutto quelli dell’abbigliamento (quasi la metà degli italiani ha ridotto il bugdet per questi acquisti), delle vacanze, della casa e anche i beni alimentari. Dall’indagine Confesercenti-Publica Res risulta infatti che il segno meno dominerà la spesa delle tredicesime: simbolo di questa frenata é ancora una volta il settore dell’abbigliamento che registra una contrazione di 8 punti percentuali (dal 35% al 27%) ma la flessione colpisce anche i viaggi (6 punti in meno), auto e moto (-3) mobili e elettrodomestici (-2), giocattoli (-2). Secondo il sondaggio condotto dall’associazione, la maggioranza degli italiani non si aspetta nulla di nuovo dal Natale 2007, tanto che il 56% risponde che sarà “uguale” a quello del 2006. Gli ottimisti, con il 23%, prevalgono invece sui pessimisti (19%).
Anche i pensionati, nonostante il misero bonus, indirizzeranno la loro pensione verso altre urgenze: la parte più cospicua del bonus ricevuto – il 45% – non sarà speso ma risparmiato, mentre per i regali e gli acquisti di diversa natura destineranno rispettivamente il 15% e il 20%. Il resto della somma andrà in bollette, rate e tasse. Le voci che più condizioneranno le festività sono il caro-carburanti e le tensioni sui prezzi di alcune materie prime, come il grano. Per quanto riguarda i regali, il 35% intende spendere di meno dell’anno scorso, mentre solo il 18% rivela che sarà più generoso.

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Una risposta

  1. Nino ha detto:

    E cosa ti aspettavi caro Liborio? E’ da un pezzo che lo diciamo, il Paese si sta impoverendo e forse credo sia giunta l’ora di far sentire forte la voce di chi finora ha subito in silenzio.