Dove si nascondono le emozioni

Penso che dovrei rivedere il mio modo di gustare le opere d’arte. Penso che d’ora in poi potrei fare a meno delle mostre, da quando ho capito che se un’opera d’arte è valida, suscita in me il desiderio di rivederla, cosa che non mi è mai successa ad una mostra.
Sarà perchè ai musei ci chiamano ” fruitori” – già, siamo consumatori, clienti anche lì – sarà perchè intristisce la dichiarazione del Botta, uno che gli edifici li costruisce, secondo cui “le società forti non avrebbero bisogno di musei per segnalare i propri valori”, ma ultimamente preferisco praticare gli ambienti originari dove si produce e si venera la vera bellezza, le chiese.
L’ultima e più forte esperienza di questo genere l’ho vissuta a Varallo, nella Chiesa gotica di Santa Maria delle Grazie durante una preghiera delle Suore Missionarie di Gesù, tra uno spazio ristretto riservato alle Suore oranti separato da quello dei fedeli da una grande parete divisoria che sale fino al soffitto, l’incenso che invade la piccola aula, le fiammelle delle candele, alcune devote rispettosamente separate nel loro spazio che si inginocchiano all’inizio dell’orazione davanti alla grande parete completamente affrescata con le scene della vita di Cristo. Un’opera d’arte dei cinque sensi che non baratterei con tutto il MoMa.


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