Torino – La protesta continua…

La scorsa settimana due belle ed affollate manifestazioni hanno detto chiaro e tondo che la “riforma epocale” di Gelmini Maria Stella non piace proprio a nessuno: studenti, insegnanti precari e non, personale della scuola, ricercatori, genitori hanno dimostrato tutto il loro scontento e la propria rabbia ed affermato che non hanno intenzione di arrendersi.
In particolare lo sciopero di venerdì 15 ottobre, indetto dal sindacalismo di base, ha raccolto l’adesione anche di iscritti o simpatizzanti di altri sindacati al punto che la presenza in piazza è andata ben oltre le 10.000 persone e una parte significativa di questi si è raccolta dietro il nostro striscione. Ne siamo contenti perchè si è realizzata in piazza quell’unità tra lavoratori che è al centro del nostro lavoro e che i vertici dei sindacati “complici” sono ben lungi dal praticare e dal volere.
Adesso non dobbiamo perdere terreno ma piuttosto proseguire la nostra protesta e decidere come dar concretezza alle idee che sono emerse nelle scorse assemblee.
Di certo il Coordinamento RSUNOGELMININI continuerà a muoversi nella direzione di una mobilitazione unitaria, sulla base di un programma di lotta che accolga le istanze di coloro che non vogliono accettare lo sfascio della scuola pubblica.

Siete perciò tutti invitati a partecipare alla prossima riunione, che si terrà
VENERDI’ 22 OTTOBRE 2010 ALLE ORE 17
ALL’ITIS “A. AVOGADRO” di Torino – Corso S. Maurizio 8 – AULA DISEGNO1.

L’ORDINE DEL GIORNO E’ IL SEGUENTE:
a) stato della mobilitazione nelle scuole torinesi;
b) messa a punto delle forme di lotta che consentano di proseguire e tenere alta la mobilitazione;
c) costituzione di un gruppo di lavoro interno al Coordinamento;
d) questioni legate alla contrattazione d’Istituto;
e) varie ed eventuali.

Rifiutare la “riforma epocale” è possibile e vogliamo ribadire le nostre buone ragioni che, in questo momento, si concentrano in un unico slogan: NO ALLA SCUOLA PRECARIA. Che vuol dire: no al precariato, no alla precarizzazione del lavoro, no all’impoverimento progressivo della categoria, no alla precarietà degli edifici scolastici, no alla precarietà e allo svilimento della cultura e della ricerca.

Dopo tutti questi “no”, due “sì”: SI’ ad una società più giusta, SI’ ad una buona scuola.

per il coordinamento RSU NOGELMINI
Giovanna Lo Presti


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