Comitato d’agitazione permanente delle scuole biellesi – Si lavora all’assemblea provinciale dei precari


Prosegue la discussione sulla forma che dovrebbe assumere il tavolo per la scuola provinciale: la sfiducia diffusa nei confronti delle istituzioni e dei partiti è un ostacolo alla individuazione delle forme che dovrebbe prendere questo tavolo per la scuola.
Il Comitato non è riuscito a trovare le forme adeguate per lanciare l’ipotesi di un confronto ampio per affrontare i temi della scuola sul territorio.
Per alcuni resta prioritario e indispensabile svolgere un ruolo di denuncia e critica delle condizioni in cui versa la scuola e proposta per un diverso funzionamento della stessa.
Per questi il confronto con le forze politiche e le istituzioni pare solo una ipotesi occasionale per fare il punto sulle difficoltà in cui versa la scuola (sapendo che si assisterebbe ad una passerella di buone intenzioni da parte della politica e delle istituzioni).

Si sottolinea l’esigenza di svolgere una “inchiesta” sullo stato delle scuole del biellese per capire difficoltà, incongruenze, vuoti e illegalità da segnalare e sulle quali agire subito. Intervenire, in tempo reale, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio pare la strada prioritaria d’azione.

Per molti è urgente la necessità di coinvolgere i soggetti che operano nella scuola, informare, analizzare, criticare e proporre: un percorso che deve coinvolgere soprattutto i lavoratori della scuola, prima i precari, ma non solo loro. Ma che deve saper coinvolgere tutti i sindacati locali per fare fronte comune al fine di favorire il “governo positivo” della scuola sul territorio.
Allo scopo si pensa di preparare una assemblea provinciale dei lavoratori precari della scuola (ma non solo precari) da svolgersi la seconda settimana di maggio, coinvolgendo tutti i sindacati.

Intanto si aprono ipotesi di lotta per far sentire la crisi della scuola fuori dalla scuola. Si ipotizzano azioni di lotta sull’adozione dei libri di testo: semplicemente riconfermare le vecchie adozioni, adottare solo i libri ritenuti indispensabili, scegliere la formula dei “libri consigliati” per rendere precarie le previsioni delle case editrici, ecc…
Lo scopo è quello di segnalare il malessere diffuso e indirettamente produrre pressioni sul ministero attraverso le case editrici.

Ci rivediamo martedì 12 aprile (sempre all’ITI) e chiediamo una presenza massiccia di lavoratori/trici per scegliere consapevolmente la strada da percorrere a proposito del tavolo per la scuola provinciale.


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