TFA 2012 – Cosa bolle in pentola? Un pericoloso ritorno al passato?

Vi abbiamo riportato le indiscrezioni in materia di TFA (leggi il post), ma cosa potrebbe esserci dietro a questo che più che altro sembra essere il classico gioco delle parti?
Proviamo a ragionare assieme a ad individuare quelle che potrebbero essere le risposte possibili.

Il primo intoppo per il loro avvio è arrivato con la riforma delle pensioni che ha messo in discussione lo studio del famoso fabbisogno formativo (pubblicato da noi in esclusiva). Se dalla scuola non si esce, i TFA, visto come sono strutturati, non possono partire.

Il secondo intoppo deriva appunto dal numero esiguo di posti disponibili che a loro volta aprirebbe la strada a due rischi: il primo, i corsi costerebbero tantissimo; il secondo, le università si rifiutano di attivarli proprio perchè gli iscritti sarebbero davvero pochi.

Allora cosa bolle in pentola? Dalle indiscrezioni raccolte da A Ruota Libera, pare che all’interno dell’Esecutivo si starebbe facendo strada l’idea di un ritorno al passato: attivare i famosi (e giudicati sorpassati) corsi abilitanti. Sarebbero la risposta a tutti i dubbi che si portano dietro i TFA: il requisito minimo sarebbe i 360 giorni di servizio, requisito che moltissimi possiedono, dunque si attiverebbero i corsi per quasi tutti precari.

Le Università di conseguenza sarebbero soddisfatte, i precari pure, l’unico dubbio è: ma i posti per tutti poi ci saranno?

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