Precari scuola – Con la specializzazione sul sostegno si lavora, senza no!

Pubblichiamo un passaggio di lettera inviataci da una precaria; attraverso la quale mette in evidenza una problematica che di questi ultimi tempi sta emergendo di più rispetto al passato, forse perchè la coperta, a causa della legge 133 del 2008, è divenuta davvero corta. A far discute è la specializzazione sul sostegno che ovviamente permette, come scrive la precaria, di lavorare e di scavalcare in graduatoria i precari della sua stessa classe di concorso:

Io, personalmente – scrive – , nella graduatoria di sostegno (AD04) occupo la 13° posizione e ho sempre avuto la nomina dell’U.S.P sul sostegno. Al contrario, nella mia classe di concorso (A029) non ho mai avuto alcuna speranza di avere la cattedra a tempo determinato, nè tanto meno una supplenza breve per chiamata diretta dal preside. Nella mia classe di concorso mi trovo in 69° posizione (non 13° come sul sostegno) e i colleghi precari di Ed. fisica che hanno la nomina sono, al massimo i primi 5 della graduatoria. Nell’A029, al momento attuale, nella provincia di Catania, c’è solo un esubero.

Come dicevamo si evince che con la specializzazione sul sostegno la precaria lavora e chi non ne è in possesso no. La specializzazione è utile anche per le immissioni in ruolo, dunque, si entra di ruolo prima di coloro i quali ne sono privi, dopo 5 anni si può transitare sulla classe di concorso di appartenenza, scavalcando ancora una volta gli altri precari. L’argomento ovviamente è spinoso, ma a noi piace guardare al precariato come un corpo unico, senza distinzioni e senza “scorciatoie”.

Le e-mail della precaria sono poi proseguite, in un prossimo post ne pubblichiamo un collage con le generalità dell’autrice anche per evidenziare la professionalità che si acquisisce con un corso di sostegno.

twitter. @liboriobutera

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