Coldiretti racconta il mondo del riso vercellese alla trasmissione Rai “Scatole Cinesi”, lunedì in città per un reportage e l’intervista al presidente Dellarole

VERCELLI/BIELLA, 20 febbraio – Tappa a Vercelli per “Scatole Cinesi”, la nuova trasmissione che Rai Tre e Rai Educational dedicano al rapporto tra Italia e Cina: la troupe guidata dalla programmista regista Giulia Ceci Sodi è stata lunedì mattina nella città di Sant’Eusebio per alcune interviste, fra cui quella al presidente della Coldiretti interprovinciale Paolo Dellarole.

Cornice più che adatta per il servizio è stato lo spazio della sala contrattazioni della Camera di Commercio, dove ogni martedì si tiene il mercato borsistico del riso: il presidente Dellarole ha illustrato lo scenario della risicoltura locale, parlando di una Cina “molto lontana ed allo stesso tempo molto vicina” quando si affronta, appunto, il tema del riso.
Non sfugge che, da millenni, sia proprio la Cina ad essere “culla” di quella coltivazione risicola che – particolarmente per la sottospecie japonica dell’oryza sativa (nome tassonomico, appunto, della pianta di riso) – è stata poi introdotta nel bacino del Mediterraneo e, più in la nei secoli, nella pianura vercellese, dov’è accertata la sua presenza da quasi mille anni.

“Oggi i produttori non vivono un periodo felice” ha ragionato il presidente Dellarole nell’intervista, con un riferimento ai molteplici fattori di preoccupazione che investono il comparto: dalla congiuntura economica, al rincaro dei prezzi di produzione, alle condizioni di mercato non soddisfacenti, alla concorrenza straniera.
Un mondo, quello del riso, che vede invece aumentare la produzione dell’1% su base planetaria (fonte Fao) e che registra, proprio dalla Cina, un incremento esponenziale di importazione (Pechino, nel 2012, ha praticamente quadruplicato l’import dai paesi esteri: si stima infatti che siano state importate in Cina ben 2,6 milioni di tonnellate di riso nel 2012, rispetto alle 575 mila tonnellate importate nel precedente anno 2011).
Tornando all’intervista di ieri a Vercelli, c’è stato spazio anche per uno scambio di vedute sugli aspetti di lavorazione e sulla manodopera che ancor oggi viene impiegata nelle risaie per le operazioni colturali, in particolare per quelle d’estirpo di crodo.
E poi si è parlato di produzione, qualità e specificità del riso italiano: E a questo punto si torna a parlare dell’unicità del nostro riso: “Siamo una nicchia – sottolinea ancora il presidente – in quanto produciamo solo lo 0,03% del riso a livello mondiale. Se pensiamo di continuare a produrre a costi italiani e vendere a prezzi mondiali non faremo una lunga strada. Dobbiamo diversificarci dal resto del mondo, dobbiamo valorizzare le nostre caratteristiche territoriali, ambientali e organolettiche del prodotto. Caratteristiche – è importante ribadirlo – di unicità e di eccellenza, garantite da un clima che rende il nostro riso italiano unico al mondo”.

Come ricorda il direttore interprovinciale di Coldiretti Domenico Pautasso, “Vercelli è la provincia piemontese che detiene il primato di produzione di riso, con 72.641,51 ettari dedicati nel 2012. Altri 3.985, 74 ettari sono stati coltivati a riso, lo scorso anno, in provincia di Biella, 34.515,08 nella vicina provincia di Novara. Un sistema che è importante promuovere, ancora una volta la Coldiretti interprovinciale ha trovato grazie alla Rai un mezzo per raggiungere il grande pubblico televisivo sempre più interessato a scoprire la qualità del nostro riso italiano”.

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