Pesche e ciliegie “made in Vercelli e Biella” aiutano la tintarella: i consigli di Coldiretti per un’alimentazione “a misura d’estate”


VERCELLI/BIELLA, 27 giugno – Anche le pesche e le ciliegie prodotte “a chilometro zero” nelle province di Vercelli e Biella aiutano l’abbronzatura.
A confermarlo è la Coldiretti interprovinciale che sottolinea come “un’alimentazione adeguata, oltre a contrastare il grande caldo, può essere utile per agevolare la tintarella, obiettivo sospirato di ben 4 cittadini su 10”.
Se il consiglio è quello di esporsi gradualmente al sole e di evitare le ore più calde soprattutto in caso di carnagione chiara, l’alimentazione – sottolinea la Coldiretti – aiuta a “catturare” i raggi del sole ma anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature.
La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa la Coldiretti – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento melanina per donare il classico colore scuro alla pelle.

Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie.
“Prodotti facilmente reperibili sul territorio grazie alla rete di Agrimercati, Punti e Botteghe di Campagna Amica” sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti interprovinciale, Paolo Dellarole e Marco Chiesa.
Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Al posto d’onore – continua la Coldiretti – salgono gli spinaci che ne hanno circa la metà, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.

Intanto, l’arrivo del caldo ha influito sulle consuetudini alimentari dei cittadini e decollano le vendite di formaggi freschi (gettonatissimi quelli delle montagne biellesi e valsesiane), verdura, frutta (in particolare quella di stagione e a KmZero, come fragole o ciliegie) e yogurt, trasformato direttamente dalle imprese agricole.
Anche qui, con un occhio di riguardo al “chilometro zero” e ai prodotti dell’agricoltura locale, che si trasformano persino in gelati grazie al crescente fenomeno delle “agrigelaterie” (una è presente anche sul territorio biellese, a Cavaglià).
In particolare l’ingresso della bella stagione il gelato è tornato nelle mani di 4 cittadino su 10 che – sottolinea la Coldiretti interprovinciale – consumano regolarmente un cono o una coppetta, dopo che i consumi erano crollati fino al 50% nel mese di maggio rispetto allo scorso anno per effetto del freddo e della pioggia.
Il gelato oltre ad essere rinfrescante è un prodotto equilibrato che fornisce proteine, grassi e zuccheri in giusta proporzione, con un sorbetto alla frutta da 100 grammi che ha circa 120 calorie ed un buon contenuto in vitamine..

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