L’aspirina come “vaccino” per il cancro?

Forse no, ma l’uso regolare protegge l’organismo dal contrarre il male terribile. Lo dimostra uno studio comparativo pubblicato su Lancet e ha riguardato circa 24mila persone con risultati sorprendenti: “la riduzione della mortalità per tumori del 34% dopo 5 anni e del 20% dopo 20 anni”. Per giungere a questo risultato si sono messo a confronto 8 studi diversi al punto che sono stati rilasciate dichiarazioni piene di entusiasmo. “Il 2014 – ha affermato Claudio Cricelli, presidente Simg – sarà l’anno della prevenzione cardiologica e oncologica promosso dalla nostra società scientifica. Recentemente numerose ricerche hanno ipotizzato che nella scelta dell’utilizzo dell’aspirina, soprattutto in chi non ha mai avuto eventi cardiovascolari, debbano essere considerati anche i potenziali benefici che potrebbero derivare in ambiti patologici apparentemente distanti da quello delle malattie cardiovascolari. Se, in precedenza, il miglioramento della prognosi era limitato a pazienti con tumore del colon-retto, oggi questi dati estendono i benefici ad altri tipi di cancro, agli adenocarcinomi in generale”.

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