La Sicilia rischia il crack e i siciliani che fanno?

La regione sicilia
Riporto sul mio blog, un breve riflessione postata su Facebook.

IO: La Sicilia, o meglio, i siciliani hanno un debito di oltre 7 mld di Euro, crollano viadotti, le strade sono quasi impraticabili, i piccoli centri abitati si stanno spopolando, la sanità funziona a macchia di leopardo, ma tutto ciò sembra non interessarli… Come se il problema non fosse loro… La casta sicula invece continua a lucrare sulle loro vite e su quella dei loro figli…

Costanza: Purtroppo non abbiamo menti eccelse che ci guidano, ma menti corrotte e chiuse in un egoismo mostruoso e miope. Altro che bene comune. La politica è solo bene individuale.

Osvaldo: Caro Liborio, siamo troppo pochi a lamentarci, l’esempio del nostro paese! Con i problemi interni che abbiamo, gli amministratori fanno gemellaggi, convegni, che hanno dei “costi” senza alzare una proposta costruttiva, nell’ultimo convegno dove apparivano due che si fanno chiamare onorevoli, si e detto di tutto, l’unica cosa che ho capito nella mia ignoranza, è che la onorevole del PD ci consiglia di emigrare, una delle poche possibilità per avere delle opportunità.

IO: L’emigrazione del dopoguerra ha riguardato contadini ed analfabeti, sono andati all’estero a lavorare e hanno fatto studiare i loro figli nella speranza che questi avessero un futuro migliore, il loro futuro poi lo hanno consegnato a politici senza scrupoli che li hanno considerati pecore e la Sicilia sempre terra da spolpare. Altri sono diventati politici a loro volta. La maggior parte di loro, come i loro padri, hanno preso la via dell’emigrazione lasciando la loro Terra in mano ai tiranni. Dicono che erano i cervelli migliori… Oggi, caro Osvaldo, non è più questione di essere pochi o troppi, il disastro riguarda tutti, anche quelli che non si lamentano e se ne stanno rintanati nelle loro case o che sperano nell’aiuto di altri. Peccato che ormai non funziona più così, il debito lo pagheranno sempre loro (quelli che stanno zitti saranno come sempre i primi a pagare) e chi li rappresenta ancora una volta potrà dire di averli spolpati fino all’osso. Da siciliano e da innamorato della mia Terra non posso che soffrire, se guardo però con occhi di chi ha dovuto cercare uno sbocco altrove, non posso che sperare nell’orgoglio di chi vive ancora quella Terra meravigliosa.

Aggiungo: i convegni sono uno strumento utilissimo, però orrere poi mettere in atto ciò che viene dibattuto, questa è la parte più difficile.

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