Categories: arte e cultura

IT.A.CÀ fa tappa a Palermo: tre giorni di turismo responsabile tra città, confini e culture

Trasformare i confini in luoghi di incontro, attraversare i territori per conoscerne le storie e le culture, mettere in relazione persone e comunità. È questo il filo conduttore della tappa palermitana di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, in programma dal 18 al 20 settembre.

L’edizione di quest’anno sviluppa il tema nazionale “Geografie di pace – Mobilità/rsi attraverso confini e culture”, proponendo una riflessione sul viaggio come strumento di conoscenza, relazione e cura dei territori.

La tappa palermitana è promossa da Palma Nana, Cotti in Fragranza, Libera il g(i)usto di viaggiare e Addiopizzo Travel, realtà da anni impegnate nel territorio sui temi del turismo responsabile, dell’inclusione, della legalità, della valorizzazione delle comunità locali e della tutela dei luoghi.

La rete di IT.A.CÀ Palermo ha costruito un programma che mette insieme esperienze e progettualità differenti, con l’obiettivo di raccontare la città attraverso prospettive diverse. Camminate, laboratori ed esplorazioni urbane attraverseranno alcuni dei quartieri più significativi di Palermo, mettendo al centro temi come mobilità e permanenza, identità e intercultura, memoria e futuro.

Il 12 settembre l’evento OFF ad Alcamo

Ad anticipare i tre giorni palermitani sarà l’evento OFF Urban Sunrise Walking Tour, in programma sabato 12 settembre alle 10.30 nel quartiere Maria Ausiliatrice di Alcamo.

Il percorso, realizzato nell’ambito del progetto Urban Sunrise di Sperone167 ETS, promosso e prodotto dal Comune di Alcamo con l’animazione artistica di Igor Scalisi Palminteri, accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle quindici opere di arte pubblica realizzate nel quartiere.

La passeggiata sarà un’occasione per mettere in relazione arte, spazio urbano e comunità e per conoscere un progetto nato dal confronto tra artiste, artisti e abitanti del territorio.

Venerdì 18 settembre: dalla Kalsa al centro storico

Il programma palermitano entrerà nel vivo venerdì 18 settembre alle 9.30 con “La Kalsa in tasca – Esplorare e raccontare Palermo”, un’esplorazione urbana dedicata a studenti e studentesse degli indirizzi turistici.

Il punto di partenza sarà piazza Magione, da dove prenderà il via una passeggiata-gioco pensata per osservare il quartiere e interrogarsi sul modo in cui una città viene raccontata ai visitatori.

Quali storie vengono scelte? Quali, invece, restano invisibili? Sono alcune delle domande alle quali i partecipanti saranno chiamati a rispondere, prima di confrontarsi sulle narrazioni turistiche e sulla possibilità di costruire uno sguardo più consapevole e inclusivo sulla città.

Nel pomeriggio, alle 16.30, dal Museo delle Città del Mondo di via Maqueda 206 partirà “Padiglione Palermo del Museo diffuso delle Città del Mondo”.

Il walking tour attraverserà il centro storico insieme a cittadini e cittadine del mondo che hanno scelto Palermo come propria casa. Un percorso dedicato alla città interculturale e alla possibilità di riconoscere nella pluralità delle culture una delle ricchezze del territorio.

Sabato 19 settembre, dalla Cala a Sant’Erasmo

La seconda giornata del festival, sabato 19 settembre, porterà IT.A.CÀ verso la costa.

Alle 11.00 prenderà il via “Verso il confine sud: dalla Cala a Sant’Erasmo”, realizzato in collaborazione con Mare Memoria Viva.

Il percorso partirà dalla Cala e seguirà il lungomare fino al porticciolo di Sant’Erasmo e all’ecomuseo urbano del sud. Un itinerario lungo un confine storico, urbano e simbolico, pensato per riflettere sulla possibilità di trasformare le linee di separazione in ponti tra persone, comunità e territori.

Nel pomeriggio il festival si sposterà al Giardino al Fresco di via Matteo Sclafani 9, dove è in programma “Sguardi plurilingui. Parole e immagini per rifare il mondo”.

Alle 16.00 il laboratorio sarà rivolto a bambine e bambini, mentre alle 17.00 sarà dedicato a giovani e adulti. A guidare l’attività sarà Davide Schirò, maestro e ricercatore impegnato in contesti multiculturali.

Attraverso albi illustrati, parole, immagini e attività manuali, i partecipanti saranno accompagnati a riflettere sul rapporto tra lingue, identità e linguaggi.

Domenica 20 settembre il festival arriva a Trappeto

La giornata conclusiva, domenica 20 settembre alle 10.30, porterà il festival fuori Palermo, a Trappeto, con la visita guidata “Borgo di Dio – Laboratorio di pace e nonviolenza”.

Il percorso sarà dedicato all’esperienza di Danilo Dolci e alla storia di un luogo nato come laboratorio di riscatto sociale, educativo e politico.

Partecipazione, giustizia e nonviolenza saranno al centro del racconto di un’esperienza che ha cercato di trasformare concretamente il territorio attraverso l’educazione, il coinvolgimento delle comunità e la partecipazione dal basso.

Nel pomeriggio, alle 16.00, da Église, in via dei Credenzieri 13, prenderà invece il via “Restare è una geografia. Un laboratorio per immaginare la permanenza”, curato dalla Scuola di Restanza e Futuro.

La domanda di partenza sarà semplice ma tutt’altro che scontata: “Cosa significa restare?”

I partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sul rapporto tra persone, territori e futuro attraverso tre percorsi: Margini disobbedienti, Ecosistemi di cura e Narrazioni immaginarie.

Il lavoro collettivo si concluderà con la realizzazione di una fanzine.

Il viaggio come pratica di relazione e cura

Il programma di IT.A.CÀ Palermo restituisce così una città osservata attraverso i suoi confini e le sue connessioni. Dalla Kalsa al centro storico, dalla costa sud a Trappeto, il festival propone un modo diverso di attraversare il territorio.

Le “Geografie di pace” diventano quindi una pratica concreta di incontro: il viaggio non viene inteso soltanto come esperienza turistica, ma come occasione per conoscere le comunità, ascoltare le differenze, recuperare la memoria dei luoghi e costruire nuove relazioni.

Tutti gli appuntamenti sono su prenotazione e prevedono una Quota Verde di 3,50 euro. Le somme raccolte saranno trasformate in alberi che verranno piantati al termine del festival.

Un piccolo gesto che vuole dare un significato concreto al concetto di turismo responsabile: attraversare i territori, incontrare le comunità e prendersi cura dei luoghi.

«Con la tappa palermitana di IT.A.CÀ vogliamo raccontare Palermo come città di approdi e attraversamenti – spiegano gli organizzatori – di margini che si toccano e di culture che si mescolano. Quest’anno scegliamo di guardarla a partire dai suoi confini vivi: luoghi in cui le storie si incontrano, le differenze diventano relazione e il viaggio smette di essere consumo per farsi ascolto, presenza e cura dei luoghi».

Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Festival IT.A.CÀ.

Liborio Butera

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