Sospesi i lavori a Montecitorio. La settimana sabbatica dei deputati

Blocco assunzioni, monoblocco dell’attuale potere politico, blocco del lodo alfano, blocco dei lavori nell’Aula della Camera. Le varianti del blocco in Italia sono molteplici, specie negli ultimi tempi. Fino al 9 novembre sono stati sospesi (o bloccati, fate voi) i lavori in quel di Montecitorio, dopo una riunione dei capigruppo e successivo commento-ciliegina di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, ha preferito spalmare la torta dei lavori politici con un decoroso “ C’è un problema oggettivo”. Le polemiche sulle sedute singhiozzo, sono da qualche giorno “all’ordine”, come quello “del giorno” che di solito si stila in occasione di un’assemblea. Ma quella dei deputati ha il mal di pancia, tanto da richiedere una settimana sabbatica. Fini, rivolgendosi al ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, ha detto che “Una delle ragioni per cui non è possibile calendarizzare in Aula progetti di legge di iniziativa parlamentare, deriva dal fatto che questi non possono essere licenziati dalle Commissioni per mancanza di copertura finanziaria”. Cioè, il problema oggettivo di cui si è parlato è la mancanza di fondi. Le proposte di legge non arrivano in Aula, poiché i passaggi preliminari nelle Commissioni trovano difficoltà a proseguire. Motivo: non c’è il baiocco. Motivo: il governo non finanzia. Motivo, boh. Nelle ultime tre settimane si è votato solamente mozioni ed un decreto. Fini, al suo insediamento, aveva detto che i lavori sarebbero stati assidui, cioè per cinque giorni su sette. Allora la palla passa appunto al governo. Aspettiamo dunque il suo palleggiamento, sperando che non rimbalzi di nuovo, causa singhiozzo.


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