VERBALE DELL’ASSEMBLEA RSUNOGELMINI DEL 22 OTTOBRE 2010

L’assemblea RSUNOGELMINI, riunitasi alle 17.30 all’ITIS “Avogadro” di Torino il 22 ottobre scorso ha visto la partecipazione di rappresentanti degli studenti, di docenti e di lavoratori della scuola provenienti da vari istituti di Torino e provincia. I numerosi interventi hanno confermato due aspetti:
a) il malcontento e la mobilitazione sono diffusi nelle scuole;
b) non si è però ancora riusciti ad unire le singole azioni che si muovono a difesa dell’istruzione pubblica per confluire in quella massa critica che, sola, consentirebbe una generalizzazione della protesta. Dar forma all’indignazione significa passare ad azioni concrete, visibili, rivolte a saldare la lotta del mondo dell’istruzione con quella di altri settori della società che in questo momento si battono per la difesa dei diritti del lavoro e dei diritti di cittadinanza in senso lato.
L’aggressione sferrata ai i diritti dei lavoratori è globale e richiede una risposta globale, che però non abbandoni il terreno concreto delle richieste di settore. Perciò è necessario:
q continuare a tenere unito tutto il “popolo dell’istruzione”, dagli studenti ai genitori ai lavoratori della scuola ai ricercatori e ai lavoratori dell’università. I rappresentanti degli studenti intervenuti nell’assemblea segnalano la nascita di un Coordinamento cittadino e l’intenzione di dare il loro contributo ad una prossima giornata di sciopero generale. Due i prossimi cortei studenteschi: il 29 ottobre e il 17 novembre, in occasione della giornata mondiale dell’istruzione;
q non perdere di vista i particolari. A questo proposito in assemblea viene segnalata la necessità di seguire il percorso della modifica della (già pessima) legge regionale per il diritto allo studio, che, fra l’altro, prevede inopinatamente un fondo per l’edilizia delle scuole paritarie (a pie’ di pagina due link* per chi volesse qualche informazione). Non dobbiamo però nemmeno dimenticare le nostre rivendicazioni in quanto lavoratori: blocco del contratto, blocco – nonostante le ambiguità che farebbero pensare il contrario – degli scatti di anzianità, passaggio da TFR al TFS, sono tutti elementi che determinano un inaccettabile impoverimento della categoria;
q soprattutto, non perdere di vista il quadro generale. Ci vogliono precari dall’inizio della carriera lavorativa alla pensione. Ci vogliono mandare in pensione sempre più tardi e con una pensione da fame. Ci vogliono mettere in riga, dando più poteri ai capi d’Istituto. Ci vogliono togliere la dignità del nostro lavoro riducendolo di fatto ad un lavoro di cura e di sorveglianza. Ricordiamoci: la battaglia per una buona scuola è la battaglia per una società più giusta. Ritroviamo la dignità del nostro lavoro, allarghiamo la protesta, facciamo sentire dal basso la nostra voce a quei sindacati assopiti che da troppo tempo rappresentano solatnto se stessi.
q continuare a fare controinformazione. Dobbiamo dire al Paese che la distruzione della scuola pubblica è effettiva, che le condizioni di studio e di lavoro sono peggiorate, diventando in molti istituti (tecnici e professionali soprattutto) inaccettabili. A tal fine si propone di mettere insieme un dossier (entro il mese di novembre) che raccolga le testimonianze delle scuole in mobilitazione: possono essere le più varie, dalla raccolta degli ordini di servizio che dimostrino la carenza di personale per le supplenze, alla raccolta di dati sulle entrate posticipate e uscite anticipate legate allo stesso motivo, alla segnalazione di casi di classi inadeguate rispetto alla capienza delle aule, o di disagi individuali derivanti dalla contrazione dei quadri orario. La costruzione del dossier è importante e ci darà modo, se saremo in grado di articolarlo, di arrivare ad una conferenza stampa di denuncia; intanto nelle scuole è bene approfittare di tutti i momenti (consigli di classe aperti, elezioni Organi collegiali, etc.) e di tutte le modalità (lettere individuali, lettere aperte, uso del sito d’Istituto etc.) in cui sia possibile comunicare alle famiglie disagi e carenze derivanti dalla “riforma”, invitandoli a partecipare alla protesta;
q Prossimi appuntamenti interessanti e già definiti:
1. giovedì 28 ottobre 2010, ore 9.30 a Palazzo Lascaris: audizione delle OO.SS. sulla proposta di modifica della legge regionale sul diritto allo studio;
2. venerdì 5 novembre 2010 al liceo classico “M. d’Azeglio”: assemblea aperta a genitori e studenti.
q Si costituisce, all’interno dell’assemblea, un gruppo di lavoro (aperto ad ogni altro contributo) per ora così definito: Alfonso, Benintende, Berardi, Buratti, Carlet, Civarelli, Cerulli,De Siena, Lo Presti, Saragnese, Spagnolo, che avrà il compito di coordinare i lavori e di tenere i contatti con gli organi di informazione.


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