Frutta e carne sempre più cari, ma ai produttori…


I bovini valgono come nel 1989 ma la bistecca è quasi raddoppiata; situazione simile anche nell’ortofrutta, dove i prezzi all’origine continuano a scendere: cinque chili di pesche valgono un caffé. Attilio Barbieri su Libero di sabato viaggia tra le stalle della Pianura Padana per raccogliere le drammatiche testimonianze degli allevatori che avvertono: “Per ogni capo venduto ci rimettiamo 150 euro”. E l’Unicarne propone l’ennesimo marchio per rilanciare la carne italiana: “Vitellone ai cereali sigillo italiano”. Sempre Libero, domenica, riprende la ricerca Coldiretti sulle storture della filiera: i prezzi della frutta al supermercato sono saliti del 14% rispetto al luglio del 2010, mentre gli agricoltori prendono il 20% in meno dello scorso anno. E un chilo di nettarine venduto a 20 centesimi al chilogrammo rincara al consumo del 500%, le albicocche fanno segnare un +224% e le angurie +268%. Oggi a Bologna la protesta degli agricoltori per difendere i prezzi delle loro pesche.

via Club di Papillon

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