Un marito di una professoressa smentisce le offese gratuite di Brunetta

Altro che fannulloni come accusava Brunetta, i docenti lavorano e pure parecchio. Lo fanno anche a letto e questo ha infastidito un marito al punto che lo ha denunciato con una lettera al quotidiano l’Unità: “Mia moglie praticamente non la vedo mai: sia per un motivo che per un altro, riunioni, ricevimento dei genitori e quant’altro, è raro che il pomeriggio torni a casa”. Ecco Brunetta, legga, impari e sia più rispettoso, purtroppo fra questi “fannulloni” ce ne sono tanti che l’hanno pure votata, ma la stragrande maggioranza la considera un pessimo politico ed un pessimo economista, tuttavia lei è sempre li, seduto in Parlamento in barba a chi invece è costretto a rinunciare a marito e figli per ottemperare a tutte quelle pratiche burocratiche che ha contribuito ad introdurre e a correggere i compiti anzichè riposare.

Qui la lettera pubblicata su l’Unità

Io sono sposato con una insegnante di liceo scientifico. Sono in pensione e tra due anni doveva andare in pensione mia moglie e avremmo realizzato dei progetti programmati da tempo. Invece la Ministro Fornero e il governo Monti hanno deciso che le regole si cambiano in corso d’opera, i diritti sono caramelle, ed ora mia moglie dovrà lavorare altri nove anni. (Viva il legiferare dei governi con la fiducia e decreto legge che si protrae da anni. Il Parlamento che ci sta a fare, oltre che a scaldare la poltrona, sicura finché si vota la fiducia?).

Il tfr che ci serviva per estinguere parzialmente il mutuo lo vedremo tra 11 anni, dato che il percepimento di tale salario differito è stato uilteriormente differito a due anni dopo il pensionamento. (Viva la democrazia e i diritti). In compenso l’Imu, Iuc, Tasi, Tarsu, Tari, Irpef Comunale, Regionale, Provinciale ecc. nessuno li ha differiti ma, anzi, grazie a loro, paghiamo più volte la stessa cosa, ovvero i servizi invisibili, non indivisibili.

Mia moglie praticamente non la vedo mai: sia per un motivo che per un altro, riunioni, ricevimento dei genitori e quant’altro, è raro che il pomeriggio torni a casa: a volte ceno (non pranzo) da solo dato che le riunioni si protraggono fino a tarda sera. Non so cosa preveda il contratto ma sicuramente non c’è nessuno che lo faccia rispettare. Se qualche volta torna a casa nel pomeriggio sta sempre, fino a sera, a volte nel letto, correggendo compiti o lavorando al computer per il doppio lavoro che si vuole che si compili sia il cartaceo che il digitale: naturalmente tutto a proprie spese: computer, carta, inchiostro stampante, pennetta e… tempo. Inoltre continue telefonate tra colleghe per il funzionamento dei programmi e relativi consulti sul funzionamento degli stessi. Con gli stipendi più bassi d’Europa. C’è ancora chi parla di privilegiati a 18 ore? Brutta cosa l’ignoranza e la malafede.

Pino Casagrande

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5 Risposte

  1. Margherita Romano ha detto:

    Finalmente la verità che ogni famiglia di uno o due docenti sa e subisce .

  2. daniela ha detto:

    sottoscrivo quanto scritto qui sopra. Sono un’insegnante, ho due figli piccoli che non vedo quasi mai: la mattina parto prestissimo alzandomi alle 5.30, il pomeriggio torno alle 15 quando va bene, altrimenti riunioni, colloqui, incontri su incontri e tutto a titolo gratuito. Non è raro passare a scuola 12 ore filate. E quando si è a casa c’è la preparazione o la correzione dei compiti, le lezioni da preparare, la burocrazia da sistemare. I miei sabati sera li passo a correggere i compiti. I miei familiari sono basiti, e talvolta arrivano ad arrabbiarsi, ricordandomi che ho una famiglia.

  3. Carlo Mugnani ha detto:

    Se il signor brunetta , nella sua lunga inutile e strapagata esistenza , avesse restituito in lavoro un centesimo di quanto regalatogli in moneta contante dal classico Pantalone , sarebbe una cosa grandissima.

  4. Carlo Mugnani ha detto:

    Rettifico quanto ha scritto un mio amico utilizzando il mio indirizzo mail. Mia moglie , insegnante precaria dal 1992 , avete letto bene , ogni settembre viene assunta e alla fine degli esami di stato a meta’ luglio viene licenziata , per poi ripartire con lo stesso contratto senza scatti a settembre.si alza alle 4, 50 prende tre pulman e altri tre al ritorno.non torna a casa mai prima delle 17 , quando non ci sono riunioni o consigli.a questo punto pero’ la giornata non e’ ancora finita

  5. Carlo Mugnani ha detto:

    Con 6 classi da 32 alunni ci sono i compiti da preparare o correggere, le lezioni da preparare e il registro elettronico da completare.siamo arrivati alle 21 ed ha solo la forza per preparare i vestiti e la borsa per il giorno successivo.morale :chi pontifica come i vari brunetta , gelmini, etc.etc senza aver la minima idea di cosa sia la missione dell’insegnante farebbe bene a passare una settimana nei panni di questi strapagati lavoratori delle 18 ore.cosi almeno sentiremmo sparare meno cavolate