Il valzer delle poltrone – Il pasticcio del Ministero dell’Agricoltura e il veto leghista sul ministro siciliano

Il Ministero dell’Agricoltura vive nuovamente giorni difficili: dopo le voci delle dimissioni imminenti di Galan in procinto di occupare a una nuova poltrona (Cultura o Politiche Comunitarie?), è scattato il veto sull’attribuzione del dicastero a un siciliano. Repubblica riporta, infatti, i malumori leghisti sul nome di Saverio Romano co-fondatore insieme a Moffa del gruppo dei Responsabili, ora pronti a reclamare spazi all’interno della maggioranza. La Lega tuttavia insiste e rivuole quel ministero. E il rimpasto del Governo rischia di slittare di una decina di giorni. Una bufera ben peggiore si sta abbattendo però negli uffici del ministero: La Stampa dà la notizia che l’accusa di abuso d’ufficio e concussione sia piombata su sei dirigenti di via XX Settembre a Roma, tra cui il capo di gabinetto Giuseppe Ambrosio. Secondo un’inchiesta della Procura di Roma la moglie di Ambrosio, la sua segretaria ed altri a lui vicini avrebbero vinto negli anni scorsi concorsi da dirigenti pur non essendo in possesso di una laurea riconosciuta. Il titolo di studio, necessario per l’attribuzione del posto, è risultato conseguito presso la Link Campus University of Malta, ma non riconosciuto in Italia. Si tratta della seconda importante indagine che vede coinvolto Ambrosio, dopo quella sull‘Enoteca d’Italia, una società del ministero al centro della polemica sugli sprechi, su cui la Corte dei Conti non ha però rilevato irregolarità

via Club di Papillon


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