Dove c’è Mc Donald’s c’è benessere?

“La presenza del Mc Donald’s è un indice dell’abbondanza e del benessere, alla faccia dei salutisti e dei sostenitori del cibo biologico”. Anche il Giornale si aggiunge alla schiera dei quotidiani che hanno utilizzato il libro Mangiare di Paolo Rossi per scagliarsi contro crociate salutiste e cultura del bio, confuse in un’unica entità. Questa volta la scusa per la requisitoria è la notizia dell’apertura del Mc Donald’s a Sarajevo: “Se in un paese c’è Mc Donald’s – scrive Eleonora Barbieri – significa che il cibo è abbondante” e l’abbondanza è l’altra faccia dei detrattori del fast food: “E’ solo con la pancia bella piena che la passione gastronomica si può trasformare in mania”. Tutti in fondo sono sulla stessa barca: ” Come se fosse solo la catena americana a inseguire i profitti, come se il biologico e il naturale non fossero un business con alle spalle affari per milioni” continua. La standardizzazione e la mondializzazione dei cibi, conclude Barbieri: “Ci avrebbero invaso ormai, anche se poi in realtà non si fa che un gran parlare di prodotti locali, tradizioni, doc e docg” dietro cui si nasconde una rappresentazione idilliaca del passato. Ed individua quattro gruppi principali in rapporto al cibo: i genuisti che amano i prodotti regionali, gli etnici, i Mac Eaters ovvero i sostenitori del fast food e i bio. (Che qualcuno ci tenga lontani dai Mac Eaters, anche perché, con buona pace di Barbieri, la standardizzazione è solo un pericolo ma non ha ancora vinto. Certo le argomentazioni da pensiero debole che abbiamo letto portano acqua al cuciniere del mondo. Che si sia svegliato pure lui, mettendosi nell’agone delle pubbliche relazioni?”)

via Club di Papillon


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