Unione Europea – La nuova PAC premia la biodiversità e le colture tradizionali (era ora), ma Pascale preferisce le mele del Cile


Nella nuova Pac saranno premiati i contadini che diversificano il paesaggio e salvaguardano le colture tradizionali. L’articolo 30 infatti predispone finanziamenti aggiuntivi (circa 1 miliardo e 200 milioni l’anno) destinati a chi pratica almeno 3 tipi differenti di coltivazioni a partire dai 3 ettari di superficie. Una misura che premia fortemente il paesaggio italiano da sempre caratterizzato da piccoli appezzamenti e da una forte differenziazione di coltivazioni. Sul Corriere della Sera di ieri invece Antonio Pascale nella rubrica “L’incursione” si lancia in un affondo sulle mele del Cile considerate un baluardo della vocazione “globale” della sinistra come i dischi degli Inti Illimani. “Trentanni fa a sinistra – scrive Pascale – c’erano sentimenti di inquietudine e di curiosità, a destra sentimenti immobili e non contestabili quali mito e tradizioni locali. Un concetto come l’autarchia era nel bagaglio della destra, ora invece le idee di derivazione autarchica, come il chilometro zero, sono diffuse da movimenti di sinistra come Slow Food e da associazioni agricole come Coldiretti”. E conclude su vocazione all’export della nostra agricoltura e ragioni di mercato: “E’ il paradosso del chilometro zero: dannoso solo quando riguarda gli altri. Si tratta di attenzione alla sostenibilità o egoismo e protezionismo?”

via Club di Papillon

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