Roma – NUOVE PAROLE PER LA SCUOLA, della FLC CGIL. La relazione della prof.ssa Tea Vergani

Partecipare al convegno è stato utile. Ho preso e dato informazioni. Tutti-tutti sono interessatissimi a questo nostro gruppo. Moltissimi conoscono Liborio Butera e a tutti il nome risulta familiare. Tuttavia, non leggono il blog, non hanno notizie dagli ITP se non dai propri iscritti. Ho conosciuto molte persone, tutte di grande esperienze ed intelligenza, soprattutto grande onestà intellettuale. Non hanno negato, tra le altre cose, di conoscere poco i problemi degli ITP, ma sanno che sono tantissimi. Chi si rivolgeva a loro, nelle loro sedi sindacali, lo ha fatto per problemi personali, o di Disciplina. Difficile avere una fotografia del nostro insieme. Volutamente, non ho parlato del mio caso, della mia disciplina, perché ero lì a rappresentare tutti, non solo la mia materia. Però, la maglietta indossata, la t-shirt che mi sono fatta fare con l’ITPanda ha ottenuto il risultato: è stata guardata da tutti, mi è servita spesso per attaccare bottone. Ho chiesto alla Fracassi, Segr. Naz.le CGIL, di fare una foto insieme, e l’ho chiesto anche ad un prof precario, Galati, uno che è nelle ultime Graduatorie Permanenti (va beh, rispetto ad altri è .. un precario con buone opportunità, c’è di peggio tra i precari). Mi è sembrato corretto unire nella foto anche i precari, con i quali la lotta non dovrebbe essere antagonista. Non c’era alcun ITP romano, presente, eppure il convegno era aperto a tutti.
E’ venuto un ITP di Alberghiero (Castellamare di Stabbia, sede staccata) che era in programma con la sua relazione (Tuberosa!): ha parlato delle mancanza di ore di laboratorio, ha spiegato che per fare la pastiera napoletana vanno via tre settimane (ecc ecc, l’abbiamo già…)e ha chiesto di aumentare le nostre ore di laboratorio. Ha poi consegnato in regalo un paio di pastiere napoletane, al Sottosegretario Rossi Doria. Applausi e sorrisi per lui. Ma porta acqua anche al nostro mulino, quindi è stato ok per me. Era presente anche una della Segreteria UIL: Noemi Ranieri. Ho consegnato una pennetta con tutti i documenti delle ns richieste sia alla CGIL che alla UIL nazionali (l’avrei data a chiunque ci possa essere utile. Va beh…). Ho le email di moltissimi sindacalisti. Ci chiedono di avere maggiori contatti. Ho confermato che lo faremo, lo farò. Quasi tutti hanno poche informazioni sugli ITP. Le hanno solo dai loro iscritti e spesso ognuno gli ha parlato solo per la propria disciplina. Difficile situazione. Ho anche avuto un contatto personale, abbastanza inconsueto, con la dott.ssa Marini, della Direz. Istruz. Tecnica e professionale del MIUR: le ho dato i nostri documenti. Mi ha detto (testuale) che li avrebbe letti con piacere e che certe scelte non sono dipese da loro, che ne avrebbero volentieri fatte altre. Al convegno, c’erano numerosi funzionari del MIUR, cosa non scontata e non consueta. Anche Rossi Doria ha fatto un intervento sincero: ha detto di aver ereditato una situazione critica, che stanno cercando di risolvere, e che per farlo è necessaria la collaborazione del Miur con le parti sociali, con tutti. Il clima è cambiato. Il problema sono le scarse risorse economiche.
Ho fatto notare che i tagli fanno risparmiare oggi, ma costituiranno una maggiore spesa futura: ad es. un disabile che riesce a lavorare porta utilità a tutta la società, mentre se lo si deve assistere sarà un costo, e lo stesso per tutti i soggetti deboli (extracomunitari, ragazze in particolare, rom, sinti, camminanti, ecc). Anche alcuni interventi, dei relatori, si sono uniti a questo mio pensiero sullo scenario economico futuro. Che poi è lo stesso errore della Germania, della Merkel. Meno ore di scuole, meno laboratori oggi, significherà meno lavoratori o universitari preparati, perciò meno PIL futuro. Ho spiegato che se uno studente non svolge abbastanza ore in lab non avrà le competenze necessarie e le abilità per far funzionare ciò che gli verrà affidato come compito futuro. Aumenteranno gli errori, aumenteranno gli scarti di produzione, aumenteranno i disastri, ecc ecc.

Sugli interventi: alcuni sono stati terribilmente soporiferi, alcuni meno. Dire che ce n’è stato qualcuno di molto interessante, non è che sia facile. Certo, devo dire che i sindacalisti hanno una pelle durissima, io ho fatto fatica. Ho registrato alcuni interventi. Ma tutto è da domani visibile sul sito della FLC nazionale, video registrato.
Vi sintetizzo le richieste di vari oratori della FLC con queste righe seguenti:
Quello che ci manca (parafrasando Fazio e Saviano..) è:

Ø progettazione delle attività con riconoscimento delle funzioni di progettazione e di coordinamento organizzativo e didattico
Ø organico funzionale modulato sulle attività e non solo sulle classi
Ø formazione delle persone in servizio basata sul supporto alla progettazione ed alla valutazione
Ø riorganizzazione delle Classi di Concorso che consenta la flessibilità dell’offerta formativa
Ø più spazio per l’area tecnologica, specie nei Professionali
Ø più risorse o almeno più trasparenza nella loro assegnazione (ad esempio: non basandole sul numero degli iscritti)
Ø per i docenti: non lavoro in più, ma lavoro “diverso”
Ø figure di coordinamento forti e riconosciute
Ø altra formazione
Ø tutor, rivolti all’esterno, per relazioni con il territorio
Ø più controllo delle attività dei prof, ma non per con “firma di presenza” ma per verifica del lavoro svolto, fatto e realizzato, da parte del garante, il DS
Ø superamento della rigidità del binomio classe/orario, con riorganizzazione dell’orario e sua ottimizzazione (esempi vari, ascoltati al convegno: certe lezioni frontali potrebbero essere ascoltate anche da 50 studenti alla volta, certe esercitazioni di laboratorio necessitano di gruppi piccoli, alcune conoscenze possono essere raggiunte con utilizzo diverso del tempo, con le squadre, con uscite didattiche, ecc). Già è possibile, riducendo l’ora a 45 minuti (Art. 45 DPR 275) si recupera monte ore, annuale, spendibile in modo diverso.

Questi sono alcune sintesi sulle cose che ci stan più a cuore.

ORGANICO FUNZIONALE
Da oggi in poi nelle varie Regioni si apriranno i tavoli per negoziare la mobilità, dopo l’uscita degli organici di diritto. FLC CGIL cerca di fare finanziare gli Organici Funzionali, già da questo settembre prossimo. Sono più a favore di questo che dei Corsi di riconversione su sostegno, direi. Come rappresentante di noi ITP gli ho chiesto – però – di farli ma solo in presenza di un progetto delle scuole, coerente con i POF di ciascuna scuola, nel quale far poi lavorare i docenti sovrannumerari. Questo, affinché i DS in seguito si limitino ad usare questi docenti in organico funzionale solo per far funzionare la Scuola con la copertura delle supplenze. Ho spiegato la piaga della copertura delle supplenze.

NUOVE CLASSI DI CONCORSO
Nel 2009 si era aperto un tavolo Sindacati/Miur, per la loro riorganizzazione. Tutto lavoro andato a monte. Stanno ripartendo ora. L’iter vero e proprio però non è ancora stato iniziato formalmente,. Anche domani (oggi, per chi legge) verrà esaminato un nuovo testo, con aggiustature varie. In mancanza del nuovo Decreto di riorganizzazione delle nuove Classi di Concorso (il cui tavolo negoziale con i Sindacati si è aperto tre gg fa) le tabelle di confluenza sono l’unica indicazione da seguire oggi, purtroppo. Sanno che contengono assurdità, sanno che in alcuni casi alcune Discipline avranno cattedre che altre Discipline saprebbero utilizzare meglio, sanno che alcune Discipline sono insegnabili da laureati che avrebbero altre competenze, ecc. Sanno che la cancellazione di alcune Discipline e la diminuzione delle ore di compresenze farà diminuire la laboratorietà, senza la quale non sarà possibile fare acquisire le necessarie competenze agli Studenti.

CORSI PER ABILITAZIONE SU SOSTEGNO

Per i Corsi in fase di partenza han detto più volte l’aggettivo “probabilmente”, perchè ancora non c’è nulla di precisato dal Miur. Probabilmente nel corso dell’estate si riusciranno a svolgere solo i moduli del livello di base. Probabilmente tutti coloro che avranno superato il primo livello già a settembre saranno utilizzati  nella DOS. Se poi ci saranno cattedre miste (parte di Disciplina e parte di Sostegno) non lo sa dire nessuno.

Secondo FLC si potrà usufruire del Diritto di Studio – 150 ore.

IO-MERITO
Sua intenzione è far approvare con decreto gli studenti più meritevoli, tipo “Olimpiadi della matematica”, ecc. (borse di studio, attestati di merito, ecc) Il Segretario Naz.le Pantaleo, ‘FLC-CGIL , questa volta con tono durissimo, gli ha dichiarato d’essere contrario totalmente a premiare studenti meritevoli, nel momento in cui ragazzi a scuola in zone diverse d’Italia hanno oggettive e minori possibilità di studiare e conseguire il merito (come potrebbe uno studente di Scampìa Napoli o dello Zen di Palermo concorrere a pari possibilità con uno di altre zone più favorite? (sic)).

UFFICIO TECNICO
Non se n’è parlato, in pubblico. Ho – però – chiesto al Segretario Paparazzo della FLC Milano che siano attivati già da settembre UT anche nelle Scuole dove fino ad oggi non ci sono stati: Commerciali, Licei, Scuole primarie e secondarie di anche di primo grado, gli omnicomprensivi, ecc, dove ce n’è bisogno) e – poi – che si apra una discussione su come scegliere “chi” diventerà UT, individuando o i titoli di studio, o le esperienze lavorative, o altro a seconda delle varie tipicità degli indirizzi di studio delle scuole e dei loro POF. Ha detto che lui ha sempre visto utilizzati gli ITP, negli UT. Ho detto che non è così, e che spesso sono i DS ad affidare l’UT – magari al prof + anziano e non automaticamente ad un ITP. C’è bisogno di una specie di regolamento, o simile, che dica quali Discipline, quali titoli deve possedere, che cosa deve fare l’UT, declinandolo nei diversi tipi di scuola.

STAGE AZIENDALI
Tutti-tutti li dichiarano imprescindibili e importantissimi. La riorganizzazione dei curricula con l’Alternanza scuola/lavoro, è il metodo più facile e di costo minore, per dare competenze ai ragazzi. Ma oggi è l’Azienda che vuole determinare i propri obiettivi, scegliendo gli stagisti. La scuola dovrebbe invece lavorare – prima – con le Aziende per definire insieme gli Obiettivi Formativi, e la Certificazione delle Competenze ( perchè non è che le aziende in questo periodo abbiano dato prova di una “”sana” produzione di beni e servizi, anzi! La crisi economica mica l’han prodotta le Scuole! Sono le Aziende, che devono riflettere su questo, e la Scuola deve essere loro ispiratrice. Inoltre, le Scuole devono evitare di assegnare stagisti ad aziende “bollite” o simili, o altre di conduzione – più o meno – dei propri Docenti, anche con le migliori intenzioni non si fa così il bene degli Studenti. )

ORGANI COLLEGIALI
I Decreto Aprea, allo studio attualmente, che cancellerebbe tutti gli organismi di rappresentanza democratica della scuola è da evitare, assolutamente. Dobbiamo lottare perchè ciò non avvenga, mai.

ABILITAZIONI – TFA
Sono prove ad ostacoli, hanno copiato il meccanismo dei “concorsi”, vedi le “prove d’accesso”. Sono molto costosi. E chi lavora non può fare 485 ore di tirocinio. Sono abilitazioni solo per figli di ricchi. Non si può vivere, farsi varie abilitazioni. Si sposta di anno in anno l’entrata nel mondo del lavoro. Inoltre, sono corsi on.line, di università spesso private e di proprietà (non facciamo nomi) di famosi imprenditori. Nessuno vigila su di loro. Dovrebbero esserci più controlli sulle Univ private che li fanno, e se fossero solo per profitto, chiuderle, togliere la loro autorizzazione a farli.

FORMAZIONE PROFESSIONALE REGIONALE
Sull’apprendistato, sono stati tutti contrari. Di fatto definisce l’abbassamento dell’obbligo scolastico, di un anno. Era meglio il sistema precedente di questo. Ogni regione fa caso a sé, non ci sono garanzie, neanche sul reclutamento dei Docenti. Gli Assessori presenti, Piemonte e Puglia, erano già NON d’accordo tra loro, sulle risorse. I sindacalisti han contestato la mancanza di regole e garanzie per i Doventi, le ripercussioni sui curricola e gli obiettivi formativi, scarsi, la poca laboratorietà. Le “linee guida” per gli accreditamenti non funzionano, perché accreditano le sedi e non le persone.

DOMANDA e OFFERTA
C’è un problema, di mismatch:
a) Il ns sistema formativo produce meno diplomati e laureati, rispetto ad altre nazioni, con noi confrontabili (il 50% degli italiani ha titoli di studio solo fino alla terza media, mentre altri paesi sviluppati arrivano al 70-80% )
b) le aziende dicono di non trovare personale
c) la domanda delle imprese di laureati è inferiore a quelli che si laureano
d) i nostri laureati sono inferiori alle altre nazioni
Come mai, allora, essendo così pochi, i nostri laureati non “vanno a ruba?” Perché la domanda è così insufficiente, perché le imprese li pagano poco e le mantengono precari, nei rapporti contrattuali?
Questo stato di cose, di fatto, sta facendo diminuire le iscrizioni alle università, fa diminuire la voglia di studiare.
Le imprese dicono di non trovare le competenze e le qualifiche che desiderano, ma la Scuola fa resistenza, si chiude e diventa referenziale. Non vuole essere subordinata alla imprese, vuole educare alla libertà. La subalternità alle imprese, oggi, significa rischiare il futuro.
P.s. la relatrice della Confindustria ha portato esempi di buone prassi, descrivendo casi di aziende, soprattutto del tessile, che sono andate nelle locali Scuole e che han portato gli Studenti in Alternanza a lavorare da loro. Ha dichiarato (testuale) che non c’è bisogno che le Scuole abbiano i loro Laboratori, che già li han loro, per far esercitare i ragazzi. Le scuole risparmierebbero, le aziende riuscirebbero a formare i ragazzi verso le qualifiche che a loro servono. Ha detto di avere realizzato, anche, un Manuale per la Sicurezza in azienda, dei ragazzi al lavoro nel loro Laboratori. Stanno anche andando nelle Scuole Medie locali, per spiegare ai ragazzi che devono scegliere il proseguimento di studi che il settore del Tessile è una cosa interessante. Ha concluso dicendo che l’Alternanza S/L è strumento utile anche per le Aziende, palestra x mettere in gioco la propria conoscenza e valorizzarla, trasmetterla. E’ formativo anche epr l’Azienda, che poi usa queste conoscenze anche con i propri apprendisti. Poi, se ne è andata via. Che peccato… Si è persa la replica della FLC CGIL… Marcelli, CGIL FIOM, infatti ha detto (testuale) No contesto, conosco bene le realtà e le buone esperienze, però dico anche che io sono per rovesciare l’assunto di moda che la Scuola è inadeguata rispetto al sistema azienda. E’ il contrario, tolti alcuni casi, visto che è l’azienda che non è disposta a convertirsi con la società della conoscenza. Siamo in un’Italia in crisi, e quasi tutti i dipendenti delle aziende sono (45%) assunti ai livelli minimi. Nel settore metalmeccanico, nel Commercio, nei Servizi per fare esempi, addirittura sono il 65% degli occupati, ad essere inquadrai nel livello basso (in Germania sono il 19%, in media nella UE il 28%). Da noi, le aziende tengono i dipendenti nelle posizioni più basse possibili. Inoltre, non si fa carriera, nelle imprese: la formazione degli occupati viene rivolta solo a quelli che già erano stati assunti a livelli di inquadramento superiore. Gli operai, ad es a BG, non sono mai coinvolti nel processo di miglioramento delle loro competenze. E questa cosa, è voluta, dalle imprese, che tendono a valorizzare quelli già assunti a livelli medi. Siamo così all’assurdo che pur di essere assunti, alcuni diplomati o laureati nascondono nei c.v. i propri titoli di studio. E’ dato patologico esteso. Oggi, i nuovo modelli di produzione stanno impoverendo gli operai della loro ricchezza che era la professionalità, nel manifatturiero. Le aziende devono decidere che modello industriale produttivo vogliamo, e poi decidere il modello formativo, altrimenti ci saran sorprese. In tutta la UE siamo solo noi e Cipro a non avere per un operaio il libretto di Certificazione delle Competenze. E non è un caso, perchè è stata la Confindustria bocciare l’idea, la nostra proposta e le richieste della UE stessa. Bisogna certificare gli standard minimi professionali se no è difficile fare evolvere i sistema formativo.

Professoressa Tea Vergani

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