Precariato: adesso è caos

Per dividere il fronte del precariato scolastico i governi, in passato, si sono inventati di tutto. Sono nati, dunque, precari di ogni sorta: gli abilitati ssis, quelli da concorso ordinario, quelli da concorso riservato, quelli con 360 giorni di servizio non abilitati, quelli che i 360 giorni di servizio li vogliono fare e così via.

La “schifezza” più grande l’ha messa in atto il gorverno Prodi con l’allora ministro Fioroni che in un bel momento, forse ancora non contenti della frammentazione del precariato, decise di creare le “code” per tutelare chi nelle graduatorie c’era e aveva l’incarico e per “scongiurare” l’arrivo da quel “Sud cattivo” di gente laureata che dichiarava titoli falsi per scavalcare gli altri. Ma che razza di Stato è il nostro Paese se non riesce ad impedire questa fantomatiche “truffe“? E poi la cura qual è quella di escludere tutti, soprattutto gli onesti?

L’ANIEF a suo tempo fece ricorso perchè considerava tale norma incostituzionale. E’ storia di questi giorni, la Corte Costituzionale le ha dato ragione, scatenando ancora una volta una feroce guerra fra poveri e fra precari del Nord e precari del Sud, facendo sbellicare dalle risate gente alla Calderoli che altrimenti avrebbero davvero ben poco da ridere.

La cosa drammatica è che proprio i precari, un po’ perchè costretti, un po’ perchè sono cascati nella trappola, continuano a scannarsi fra loro dimendicandosi che il vero obiettivo è combattere uniti il vero problema: il precariato e le politiche scellerate messe in campo dai governi non per risolverlo ma per frammentarlo!


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