La Sapienza non è più in Italia

Dea della sapienza, Atena, tu che fra le divinità fosti la sola a venire alla luce ricoperta da una splendida armatura, e che sovrasti in saggezza i ridicoli che hanno coperto i tuoi sacri piedi con un lercio lenzuolo di protesta alla visita del Papa all’Università romana, tu, che fosti collocata da Dante all’inizio del Paradiso come simbolo della sapienza del mondo classico e della saggezza del Dio cristiano, non scordarti che sei pure la dea della guerra.

Ruba un po’ di perfidia a tua madre Meti e càcciati via da quel posto; per decreto del fato, fatti traslare verso un’altra Università, magari in terra non italiana, dove è ancora possibile proteggere la sapienza, che è confronto tra le intelligenze. E poichè fosti definita “colei che scaglia l’asta”, usala una volta soltanto sulle teste di legno di quei sapientoni nel tempio dell’oscurantismo, a casa loro.

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2 Risposte

  1. Nino ha detto:

    Che dire di fronte alla vergogna perpetrata alla “Sapienza”? Caro Liborio come si suol dire dalle nostre parti ” A terra arsa un ci pò focu”. Quattro scienziati pseudo garantisti e liberali e quattro teppistelli provenienti, guarda caso, dalla sinistra più estrema, hanno di fatto impedito al Sommo Pontefice di poter esprimere il proprio pensiero. E questi sarebbero i paladini della libertà? Ma ormai in un’Italia in cui la MONNEZZA la fà da padrona era giusto che quest’altra Monnezza potesse avere gli “onori” della cronaca!

  2. Alessia ha detto:

    Nulla di nuovo, tutto già annunciato.
    E’il modo di operare di taluni.
    Le basi della tolleranza e della democrazia sono stati tutti abbattuti da chi al bisogno li sbandiera solo per difendere la propria libertà e azzittire l’altrui pensiero.
    La libertà è il l’insieme del mio spazio attiguo a quello degli altri.
    Non infastidiscono le lamentele dei professori universitari che democraticamente possono dissentire dalla visita del Pontefice e decidere di scrivere al rettore, infastidiscono e danneggiano l’immagine della nostra società quei giovani che inscenano una dimostrazione per nulla democratica inneggiando contro il Vaticano ben fasciati dietro al diritto democratico di dire la loro.
    Stiamo foraggiando una gioventù intollerante o meglio tollerante a “spot” un po’ si e un po’ no… insomma dove conviene loro.
    Non comprendono che nel momento in cui agiscono così delegittimano loro stessi e vanno contro il libero arbitrio di ognuno di noi.
    Si prestano ad un meccanismo in cui credono di poter esprimere il loro pensiero, ma invece si fanno mezzo di chi vede l’individuo incapace di ascoltare e decidere per sé.
    Il dittatore crede a un “popolo pecora” incapace di prendere decisioni autonome, e quindi per il suo bene evita di fargli ascoltare qualsiasi messaggio se non il proprio.
    Quei giovani si sono prestati alla visione dittatoriale.
    Mi sarebbe piaciuto di più vedere quelle giovani energie inpegnate in qualcosa di più costruttivo e non sempre con volontà distruttiva o polemica.