Costume e società. Il (bruttissimo) lampadario realizzato con i tampax

Joana Vasconcelos ha creato un’opera che da qualche anno (pare) impazzi nelle mostre. Un tabù si è rotto, per chi ancora non se ne fosse accorto. Un tempo c’era così tanta riservatezza su certi argomenti da non avere nemmeno il coraggio di nominare quella parola. La femminilità più bella e dolce, fin troppo massacrata dall’arte-non arte che a dir si voglia, ad oggi è stata sbattuta davanti agli occhi scontati di chi osserva un’opera senza provare più stupore per gli eccessi dell’arte contemporanea. Ma noi, fortunatamente e con orgoglio, sappiamo cos’è lo sconcerto. Impantanati ad osservare un lampadario realizzato con dei tampax messi assieme, riflettiamo sul fatto che quel ciclo naturale, di cui la donna dovrebbe esser custode di grazia, esiste fin dalla notte dei tempi come celebrazione di nascita e vita. Non come manifesto autoproclamatorio di un’ironia che ci disgusta parecchio. Dalle pubblicità degli assorbenti all’ora di cena alle spiegazioni stracciatissime sui siti web, non c’è più privacy.


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