Comitato d’agitazione permanente delle scuole biellesi – TFA e Meritocrazia


La discussione è iniziata con una riflessione sulla recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM n° 249 del 10/09/2010 sul cosiddetto “tfa” (Tirocinio Formativo Attivo).
Le maggiori perplessità sono scaturite dall’ancor completa assenza di perspicue indicazioni operative, che rendono ad ora poco chiare le modalità e i tempi di avvio dei corsi e, soprattutto, i criteri con cui questo nuovo canale di reclutamento dovrà interfacciarsi con l’esistente e le sue complesse stratificazioni. Da questa situazione è emersa l’esigenza di una chiara, forte e possibilmente univoca presa di posizione da parte di tutti coloro che, più di ogni altro, sono direttamente interessati al tema del reclutamento nella scuola: i lavoratori precari.
Ha inoltre avuto modo di continuare la riflessione sulle modalità di valutazione del “merito” del personale docente, con particolare riferimento al quadro normativo recentemente delineatosi, che pone al centro dell’azione valutativa un non meglio determinato concetto di “reputazione professionale”, che si pretenderebbe non solo definibile univocamente, ma addirittura quantificabile oggettivamente.
E’ chiaro che criteri di valutazione così vaghi, oltre ad essere intrinsecamente inaccettabili, almeno in un contesto di seria riflessione sull’azione educativa della scuola, appaiono potenzialmente pericolosi se associati ad un meccanismo di premialità economica. In vista della già prospettata serata organizzata con la locale sezione di SEL, prevista per la seconda metà di febbraio, si è pensato di dedicare l’intero incontro di martedì 8 alla riflessione sul tema della precarietà e del precariato.
In quest’ottica, ci preme chiedere a tutti i lavoratori della scuola che ci hanno seguiti sin qui, ed in particolare ai precari, di partecipare quanto più possibile con le le loro riflessioni, la loro richieste, le loro critiche.
Ci rivolgiamo anche a tutti coloro che non potranno essere presenti in persona, ma che, volendo, potranno inviare il loro contributo via e-mail al Comitato: è importante intessere una riflessione quanto più possibile organica ed articolata sull’argomento della precarietà, nella quale compaiano non solo proposte concrete per il futuro, ma anche esperienze, storie e problemi vissuti. Una sola cura: il tempo non abbonda e sarà quindi necessario disporre dei singoli contributi entro la metà del mese corrente in modo da poter avviare su di essi un proficuo lavoro di riflessione.
Come al solito, ci vedremo martedì prossimo, 8 febbraio, alle 17:30, all’ITI.


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