Troppi SI al referendum, la cosa puzza di brogli.

Ci preoccupano i risultati plebiscitari perché ci ricordano quelle false democrazie dove il potere costituito, la “casta“, in un modo o nell’altro riesce a vincere le consultazioni elettorali con ampio margine sull’opposizione. E la vittoria dei SI al referendum sul “Protocollo su previdenza, lavoro e competitività” siglato il 23 luglio con il governo Prodi e Confindustria, ci ricorda quegli  scenari. Mi chiedo, e ci chiediamo, quale credibilità può avere una consultazione referendaria quando nelle assemblee i partecipanti sono solo gli schierati per il SI? Ma in particolare, quale credibilità può avere una consultazione quando nella stragrande maggioranza dei casi non esistono ne elenchi dei votanti ne tanto meno verbali e scrutatori? Ma ancora, che credibilità può avere una consultazione quando i seggi sono stati prima allestiti nelle case del SI e poi scrutinati tra loro nella stessa casa? Da lavoratore queste domande me le pongo e da lavoratore mi sento “FOTTUTO” da questi signori che somigliano sempre più ad una “casta” trabordante di privilegi e sempre meno difensori dei diritti dei più deboli.

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