La distanza dalla politica

Costruire ristrutturare, o ampliare una casa comporta per il suddito italiano (chiamarlo cittadino mi sembra fuori luogo) una maratona tra permessi, documenti, certificazioni e spese folli, tali da stroncare la volontà di chiunque. Anche il “semplice” acquisto non è né uno scherzo né un’impresa esente da rischi. Ottenere un allacciamento telefonico o disdire un abbonamento è una prodezza che si racconterà ai nipoti. Registrare un documento richiede quantità di tempo e di pazienza non immaginabili da chi non vi abbia provato. Ottenere giustizia da un tribunale, se non c’è di mezzo almeno un morto diventa il sogno di una vita, ma a patto di essere longevi. Le tasse si pagano anticipate (ve ne siete mai accorti?), ma per ottenere un rimborso passano 5 anni. I collegamenti a banda larga arrivano solo dove fa comodo ai gestori; cittadini e aziende che stanno in campagna si arrangino. Idem per la copertura dei telefoni cellulari. Viaggiare è difficile, costoso e faticoso; le autostrade sono intasate e troppo care, ma devono arricchire la proprietà, mica rendere un servizio. I carburanti aumentano continuamente di prezzo nonostante le promesse di parziale defiscalizzazione. I treni sono sempre più costosi e sempre più sporchi, ma anche sempre meno puntuali; un Eurostar in ritardo di un’ora mica fa notizia, magari in Francia… I pendolari viaggiano in condizioni pietose su carrozze superaffollate, per le quali tra l’altro parlare di sicurezza non ha nemmeno senso. Per gli aerei si spera che non vi siano scioperi. Non farsi derubare in stazioni, aeroporti, alberghi o case private, fate voi, è segno di destrezza non comune o di ottimi rapporti con la Dea Bendata. È solo un piccolo campionario di esempi, ma tutti ci rendiamo conto che la vita in questo Paese si fa sempre più difficile. Lo Stato e le Istituzioni in genere sono sempre più (e non a torto) percepite come dei nemici, l’amministrazione pubblica come un Moloch contro il quale si deve lottare, non come qualcosa che appartiene al cittadino (suddito) e che al cittadino deve servire. Tutto ciò a dispetto dell’impegno e della competenza di tantissimi dipendenti pubblici, purtroppo sempre in conflitto con l’operato delle loro dirigenze e dei politici dall’onnipresente zampino. Intanto loro, i nostri politici, parlano di: partito democratico (in Italia è quasi un ossimoro), partito unico delle libertà (anche questo…), legge elettorale, referendum, intercettazioni telefoniche, riforma pensionistica (l’ennesima e alla faccia del programma), leader delle coalizioni, governi presenti e futuri. Che c’entra tutto questo con i problemi e le peripezie quotidiane degli Italiani? Niente, per l’appunto.

Cesare Rovere 

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Una risposta

  1. AVV. LAMASTRA ha detto:

    WELCOME TO ITALY!!! A chi pensava che fossimo un paese all’avanguardia, democratico ed efficente.
    Mi cogli nell’attimo in cui per un mio cliente ho finito di fare una raccomandata contro un comune in Provincia di Taranto per chiedere il certificato di abitabilità di una casetta al mare. La prima richiesta risale all’8.8.1989!!!!! Avete capito bene!! Nel frattempo il collega è morto e visto che non vorrei fare la stessa fine mi auguro che gli italici burocrati si sveglino prima di essere svegliati a sberle (giudiziarie!!!) dal sottoscritto.
    Non se ne può davvero più di questa situazione.
    Si tollera tutto perchè siamo abituati a questo status. Ma da noi giovano si deve alzare forte il grido (civile!) di protesta.